L'associazione

Quando e perché è stata creata l'Associazione Culturale Sándor Ferenczi?

Dal 1985, a partire dalla pubblicazione del Diario clinico, è iniziata una progressiva riscoperta dell'opera di Sándor Ferenczi che ha prodotto una straordinaria fioritura di convegni, studi e pubblicazioni. La "Ferenczi Renaissance", come è stata chiamata, ha toccato anche l'Italia (dove pure l'ostracismo verso Ferenczi era stato precocemente dissipato da Glauco Carloni [ispirato dal suo maestro Egon Molinari, peraltro ungherese di nascita], il quale aveva voluto l'edizione italiana degli scritti di Ferenczi fin dagli anni 1970; ne sono tracce il congresso internazionale organizzato da Franco Borgogno a Torino nel 2001 e i due convegni organizzati da Carlo Bonomi a Firenze nel 1998 e nel 2005 (vedi il sito interno www.ferenczi.it/renaissance.ferenczi.it).

Quest'ultimo convegno era stato motivato dall'urgenza di discutere sulla opportunità di fornire un qualche supporto istituzionale o una qualche facilitazione organizzativa internazionale al movimento che si era sviluppato attorno alla riscoperta dell'opera di Ferenczi. È stato nel corso di questo convegno che è stata presa la decisione di creare la Sándor Ferenczi International Foundation, la quale è stata fondata a Budapest un anno dopo, nell'ottobre del 2006 (vedi www.ferenczi.it/foundation.ferenczi.it).

Nel frattempo, sempre a Budapest, era stata messa in vendita una piccola porzione della ex villa Ferenczi, corrispondente allo studio in cui Ferenczi ha lavorato dal 1930 al 1933. Questa coincidenza fortuita ha dato vita al THE FERENCZI HOUSE project, un progetto nato soprattutto per iniziativa di Judit Meszaros, presidente della Sándor Ferenczi Society di Budapest nonché fautrice della fondazione internazionale. Entrambi i progetti sono stati presentati nel corso di un incontro plenario della Clinical Sándor Ferenczi Conference tenutasi a Baden-Baden dal 2 al 6 agosto 2006, dedicato al futuro della eredità di Ferenczi.

Nel corso di tale incontro con i partecipanti al congresso è emerso con chiarezza che lo strumento della fondazione, per quanto utile, non poteva rispondere a esigenze diffuse di tipo diverso, le quali si accordavano piuttosto con l'idea di una società internazionale Ferenczi (una società, come è stato detto, senza alcuna funzione di formazione, il cui compito principale fosse quello di organizzare ogni tre anni un congresso internazionale). Il lascito di questo incontro è stato un network informale, promosso da André Haynal e finalizzato a individuare i modi migliori per realizzare un tale obiettivo.

È nell'ambito di tale network che ci è stato chiesto (a Franco Borgogno e Carlo Bonomi) se il gruppo italiano poteva eventualmente formare una segreteria di supporto alle iniziative internazionali. Ha così preso forma l'idea di costituire una associazione ferencziana che potesse fungere sia da volano per seminari e gruppi di lavoro interni, sia da interfaccia con il movimento internazionale.

Per creare una tale associazione abbiamo scelto una formula aperta, che ci ha permesso di avere subito una certa operatività, pur dandoci il tempo di organizzarla – con l'aiuto di coloro che sono interessati - in modo democratico. Abbiamo deciso di non chiamarla "italiana" perché potrebbe aggregare un'area mediterranea più ampia (pensiamo agli amici spagnoli, e soprattutto a Luis J. Martín Cabré, organizzatore del convegno Ferenczi di Madrid, il quale da anni tiene gruppi ferencziani in Italia), e abbiamo aggiunto l'aggettivo "culturale", per sottolineare anche qui - forse per un eccesso di prudenza - il fatto di non avere come scopo la formazione psicoanalitica primaria.

Noi pensiamo infatti che questa associazione possa essere, proprio come il movimento internazionale ferencziano lo è stato in tutti questi anni, uno spazio trasversale agli schieramenti, in cui psicoanalisti di formazione diversa possano trovare un luogo di incontro e confronto.

Infine un ringraziamento dovuto ai due Enti Fondatori dell'Associazione: l'istituto Sullivan di Firenze e la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell'Università degli Studi di Torino.

Firenze, 12 dicembre 2006

Carlo Bonomi

Scopi della associazione
(articolo 4 dello Statuto)

Statuto della
Associazione Culturale Sándor Ferenczi
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L'Associazione è apolitica e non ha scopo di lucro; essa persegue esclusive finalità di solidarietà sociale mediante:
1) La diffusione e lo sviluppo dell'atteggiamento di rinnovamento della psicoanalisi introdotto da Sándor Ferenczi, nel quale convivono qualità come il genuino interesse nell'inconscio, il rifiuto dell'idolatria e del dogmatismo, il superamento della contrapposizione tra visione scientifica e umanistica e delle divisioni convenzionali tra discipline, l'apertura verso l'intersoggettività e la sensibilità per i temi esistenziali.

2) La promozione dello studio e della ricerca della storia, della teoria, della pratica e della trasmissione della psicoanalisi nello spirito dell'opera e della eredità culturale di Sándor Ferenczi.

3) La promozione del lavoro clinico e della formazione psicoanalitica in base alla teoria e alla tecnica di Sándor Ferenczi e ai suoi ulteriori sviluppi.

L'associazione realizza i suoi scopi principalmente attraverso:

1. la documentazione e la ricerca.
2. l'organizzazione di incontri, conferenze, seminari e congressi in Italia e in ogni parte del mondo.
3. la pubblicazione, la traduzione e diffusione di libri, articoli, saggi, bollettini, riviste.
4. la preparazione di mostre, documentari, opere multimediali, siti web e quanto altro utile a diffondere il sapere.
5. l'organizzazione di corsi di formazione.
6. La collaborazione con istituzioni nazionali ed agenzie internazionali con obiettivi simili o convergenti.